Aggressività, orgoglio, pazienza e volontà.

Leggendo questo post di Wonder mi sono fermata a riflettere su quello che ormai sta diventando un lungo periodo della mia vita.

Da ormai troppi mesi le mie vicende lavorative, i troppi problemi legati alla salute, e altri avvenimenti decisamene poco piacevoli, mi hanno portata a lottare contro le persone, ad aggredire preventivamente, cercando in qualche modo, nella mia testa, di evitarmi del dolore, non rendendomi conto che, arrabbiandomi io per prima, non solo non evito proprio un bel nulla, ma anzi, peggioro la situazione. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni dove capita esattamente l’opposto, ma questa è un’altra storia!

Wonder parla d’orgoglio, di volontà di risolvere situazioni, del fatto che ognuno di noi può scegliere come reagire alle tensioni quotidiane, ed io aggiungerei anche alle provocazioni, o a parole, convinzioni, frasi altrui.

Sono d’accordo con lei, siamo noi che scegliamo come reagire, che scegliamo se risolvere o meno situazioni che ci stanno a cuore, che sfruttiamo o meno la possibilità di metterci in discussione, di non rimanere arroccati sulle nostre convizioni di aver capito tutto quello che l’altro voleva dire e aprirci al confronto. Siamo noi che scegliamo l’aggressività invece della tolleranza e della ricerca della pace interiore, per vivere bene con noi stessi, e di conseguenza con gli altri. Siamo sempre noi, che scegliamo di farci abbrutire dalle difficoltà della vita e trasformare tutto questo, anzichè in energia positiva, in negatività verso qualunque aspetto della vita.

Spero che questa riflessione teorica, in questo luogo virtuale, possa trovare applicazione nel quotidiano. Di certo ne trarrei parecchi benefici, e anche quelli che mi stanno intorno… ciao P-Chan! Ciao, sì proprio tu! Santo subito! 😉

Non è facile, ma ci si prova… Intanto grazie Wonder per il tuo post!

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Di gente, amici, persone

Che dire, a volte le persone deludono.. anche quelle con cui si pensava di aver costruito un rapporto che andasse al di là delle convenzioni.

I satelliti che ruotano loro intorno no, possono scalfire un pochino l’orgoglio, ma dopo pochi secondi essi vengono semplicemente ignorati e ritornano nel nulla dal quale erano venuti.

E quindi? sono esperienze anche queste. Fanno crescere molto più di quelle positive, acuiscono l’intuito e rendono più efficiente la selezione all’ingresso.

Tant’è, noi qui si vive lo stesso. Che mica si può stare a perder tempo dietro ai capricci di tutti.

5-12-30

Sono  i numeri che sto odiando.

Nonna I. ieri erano due mesi. Due mesi che non ci sei più.

Nonno M. lunedì saranno otto mesi senza di te.

Nonna T. il 30 saranno cinque anni e dieci mesi che te ne sei andata…

Vorrei potervi incontrare un’altra volta anche solo un abbraccio, anche solo in sogno… spero che lì dove siete stiate bene e siate sereni, finalmente.

Ninni

mi chiamavi così.

Ti ho vista la sera prima, su Skype, giocavi a carte con papà e ti ho chiesto come stavi.

Mi hai risposto: e come vuoi che vada, Ninni, siamo qui. Oggi quella stronza di tua madre mi ha fatto stancare.

Ma si vedeva che eri contenta, felice di avere la tua figlioletta accanto, felice di essere al mare…

Quanto mi manchi…. quanto manchi alla tua Ninni, nonna!