Un anno…

Ciao Nonno M, oggi è un anno che non ci sei più.

Quest’anno, la giornata è più fredda, tu non lo avresti sopportato. Odiavi il freddo. Odiavi anche il caldo quando lo sentivi, se è per questo, ma tant’è…

In quest’anno son successe tante cose sai? Io mi sono messa in gioco, e fino ad ora mi è andata bene, Mamma è dimagrita tanto, ed ora sta benissimo, Lorenzo anche ha perso un sacco di chili, e ancora ne sta perdendo, ed è sempre più bello lui!

La cosa negativa è che uno dei tuoi figli si è dimostrato senza polso né cervello, e rovina la vita agli altri. Stiamo cercando di arginare il male che può fare, ma non sempre è facile, sai? Sua moglie poi ci mette il carico da 90 per rendere la vita ancora meno semplice. Ma noi stiamo uniti , e cerchiamo di proteggere il più debole, come tu vorresti.

Come dicevo, è una giornata fredda questa di oggi, e tu mi manchi, mi manchi sempre più di quanto vorrei.

Ti voglio bene nonno!

Si avvicina…

Tra pochi giorni è Natale, vero, non è una novità, arriva tutti gli anni. Puntuale.

Solo che quest’anno sarà diverso, almeno per me. Quest’anno mancheranno all’appello tre persone che sono state fondamentali nella mia vita: la prima è nonna T, manca ormai da sei anni, ma tutto questo tempo non riesce a riempire il vuoto che ha lasciato; il secondo è nonno M, giovedì sarà un anno che ci ha lasciato… e un anno fa in questo periodo si facevano le notti in ospedale per vegliare lui e tranquillizzare la nonna I, morta anche lei sei mesi fa… una ferita ancora aperta, che non ha alcuna intenzione di cicatrizzarsi, il perchè credo di saperlo, non ho potuto salutarla degnamente, l’ho vista viva tramite uno schermo di un pc, in collegamento Skype, e poi solo una bara chiusa.

Quest’anno si festeggeranno anche i 90 anni di nonno L, un testone che amo follemente, di un amore incondizionato, ma che non sempre riesco a trasmettere come vorrei.

Quest’anno sarà diverso perchè la vigilia la passeremo ognuno per fatti propri, uno zio lavora, un altro zio ha qualcun altro con cui festeggiare, l’altro zio sarà a casa col cane, mio nonno a letto presto che a star su fino a tardi e di mangiare fuori la sera non ha molta voglia, i miei saranno a messa, P-Chan sarà con i suoi parenti ed io di turno in Croce Bianca..

Verso il Natale, quest’anno sono un po’ anestetizzata e non capisco se ho voglia di festeggiare o meno… intanto cercherò di fare l’albero e di addobbare un po’ tutti i luoghi in cui bazzico, blog compreso, chissà che lo spirito natalizio non permei dentro di me come per magia…

basta un giorno così…

….a cancellare 120 giorni stronzi.

Sì, perchè sta mattina ero esausta ancor prima di partire per l’ufficio, perchè sono parecchio assonnata e il naso gocciolante e ho tutti i muscoli indolenziti, però…

Però questo è stato un week end pieno di tutto quello che io considero vita.

Un sabato mattina in visione dell’ennesima villetta (urenda.. ma va beh) con P-Chan, pomeriggio con cambio di look per entrambi e ripasso per l’esame, per me, poi cena in ottima compagnia di amici, di quelli che vorresti vedere ogni giorno da quanto state bene insieme. Rientro ad un’orario improponibile, soprattutto per me. Ma ne è valsa la pena.

La domenica mattina alle 8.00 inizio dell’esame scritto sulle emergenze mediche adulto, pediatriche, PBLSD e ostetrico-ginecologiche; poi h 11.00 ecco l’inizio della prova pratica, mi sembra ovvio che io beccassi giusto lo scenario dell’infante con crisi convulsive. Io che detesto i bambini. Superato abbastanza bene, non senza momenti di ilarità dovuti al fatto che le veci della madre del pupo le facesse un uomo di 35 anni stempiato ed imponente, che fa delle facce assurde! Dopo essermi beccata della secchiona e aver quindi superato uno degli ultimi step antecedenti l’esame finale in Niguarda, saltellando per la felicità e per essermi tolta un peso, per festeggiare decidiamo insieme a P-chan di pranzare al giappo. Pomeriggio trascorso con la cagnola e i mici del quartiere, poi cambio veloce d’abito e via di corsa per il turno di notte. L’aria che si respira in cb è una delle cose che mi riempiono di più il cuore, ti senti a casa e in famiglia. Ogni membro della tua squadra, e ogni volontario all’interno riesce creare quell’atmosfera che in ogni associazione benefica dovrebbe esserci. Dormito poco più di 4 ore, h 7.00 fine turno, ci si prepara per iniziare la giornata.

Ed eccomi qui, stanca, ma soddisfatta e felice, come in pochi altri giorni.

Chiediamoci perchè…

Turno di notte, la cagnola sta dai miei.

Arrivo in ufficio. Bevo il caffè, comincio a lavorare.

Dopo un’ora suona il telefono.

E’ mia madre che pretende che io consoli la cagnola per via telefonica dato che la vede triste.

No ok… poi ci si chiede come mai io sia così…

Mi sa che quella con più rotelle al loro posto sono io, in famiglia. Mi sa.

Aggressività, orgoglio, pazienza e volontà.

Leggendo questo post di Wonder mi sono fermata a riflettere su quello che ormai sta diventando un lungo periodo della mia vita.

Da ormai troppi mesi le mie vicende lavorative, i troppi problemi legati alla salute, e altri avvenimenti decisamene poco piacevoli, mi hanno portata a lottare contro le persone, ad aggredire preventivamente, cercando in qualche modo, nella mia testa, di evitarmi del dolore, non rendendomi conto che, arrabbiandomi io per prima, non solo non evito proprio un bel nulla, ma anzi, peggioro la situazione. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni dove capita esattamente l’opposto, ma questa è un’altra storia!

Wonder parla d’orgoglio, di volontà di risolvere situazioni, del fatto che ognuno di noi può scegliere come reagire alle tensioni quotidiane, ed io aggiungerei anche alle provocazioni, o a parole, convinzioni, frasi altrui.

Sono d’accordo con lei, siamo noi che scegliamo come reagire, che scegliamo se risolvere o meno situazioni che ci stanno a cuore, che sfruttiamo o meno la possibilità di metterci in discussione, di non rimanere arroccati sulle nostre convizioni di aver capito tutto quello che l’altro voleva dire e aprirci al confronto. Siamo noi che scegliamo l’aggressività invece della tolleranza e della ricerca della pace interiore, per vivere bene con noi stessi, e di conseguenza con gli altri. Siamo sempre noi, che scegliamo di farci abbrutire dalle difficoltà della vita e trasformare tutto questo, anzichè in energia positiva, in negatività verso qualunque aspetto della vita.

Spero che questa riflessione teorica, in questo luogo virtuale, possa trovare applicazione nel quotidiano. Di certo ne trarrei parecchi benefici, e anche quelli che mi stanno intorno… ciao P-Chan! Ciao, sì proprio tu! Santo subito! 😉

Non è facile, ma ci si prova… Intanto grazie Wonder per il tuo post!

Di gente, amici, persone

Che dire, a volte le persone deludono.. anche quelle con cui si pensava di aver costruito un rapporto che andasse al di là delle convenzioni.

I satelliti che ruotano loro intorno no, possono scalfire un pochino l’orgoglio, ma dopo pochi secondi essi vengono semplicemente ignorati e ritornano nel nulla dal quale erano venuti.

E quindi? sono esperienze anche queste. Fanno crescere molto più di quelle positive, acuiscono l’intuito e rendono più efficiente la selezione all’ingresso.

Tant’è, noi qui si vive lo stesso. Che mica si può stare a perder tempo dietro ai capricci di tutti.