Si avvicina…

Tra pochi giorni è Natale, vero, non è una novità, arriva tutti gli anni. Puntuale.

Solo che quest’anno sarà diverso, almeno per me. Quest’anno mancheranno all’appello tre persone che sono state fondamentali nella mia vita: la prima è nonna T, manca ormai da sei anni, ma tutto questo tempo non riesce a riempire il vuoto che ha lasciato; il secondo è nonno M, giovedì sarà un anno che ci ha lasciato… e un anno fa in questo periodo si facevano le notti in ospedale per vegliare lui e tranquillizzare la nonna I, morta anche lei sei mesi fa… una ferita ancora aperta, che non ha alcuna intenzione di cicatrizzarsi, il perchè credo di saperlo, non ho potuto salutarla degnamente, l’ho vista viva tramite uno schermo di un pc, in collegamento Skype, e poi solo una bara chiusa.

Quest’anno si festeggeranno anche i 90 anni di nonno L, un testone che amo follemente, di un amore incondizionato, ma che non sempre riesco a trasmettere come vorrei.

Quest’anno sarà diverso perchè la vigilia la passeremo ognuno per fatti propri, uno zio lavora, un altro zio ha qualcun altro con cui festeggiare, l’altro zio sarà a casa col cane, mio nonno a letto presto che a star su fino a tardi e di mangiare fuori la sera non ha molta voglia, i miei saranno a messa, P-Chan sarà con i suoi parenti ed io di turno in Croce Bianca..

Verso il Natale, quest’anno sono un po’ anestetizzata e non capisco se ho voglia di festeggiare o meno… intanto cercherò di fare l’albero e di addobbare un po’ tutti i luoghi in cui bazzico, blog compreso, chissà che lo spirito natalizio non permei dentro di me come per magia…

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ex

Leggendo qua e là sul blog, spesso si parla di ex e di parole, oggetti, situazioni, canzoni che ce li ricordano.

I miei ex importanti sono fondamentalmente due: la mia prima storia durata 2 anni e mezzo più vari tira e molla iniziali, e finita per il suo modo di essere davvero oppressivo, pesante e fin troppo presente. Il secondo è colui col quale sono stata circa 4 anni e col quale ho sperimentato la convivenza, per il quale mi sono annullata, mi ha distrutta, cancellata, mi ha fatto davvero del male psicologico. E dopo averlo finalmente lasciato, ho dovuto ricostruirmi daccapo. E ancora ci sto lavorando.

Ecco, è proprio questa persona orrenda che mi viene alla mente ascoltando questa canzone di Lene Marlin. Mi ricorda il periodo appena successivo alla nostra separazione. Quando finalmente ho avuto la forza di dire basta e cacciarlo dalla mia vita.

Playing a Game.

n’t open my mouth,
You know what I’ll say
It hurts me that it’s gotta be this way
I can no longer hide
God knows I’ve tried
I held on as long as I could
If I could change it, I would
This is the way I am,
And this is what I do.
 
I cry my tears
But they’re not for you
Playing a game
I know you’ve done too
I shouldn’t have waited,
But still it is all the same
Cause you know,
I’m just playing my game.
 
Close your ears if you don’t like the sound of my voice
You’re acting like I
Like I had a choice
But to leave you behind well,
I’ve made up my mind.
 
I cry my tears
But they not for you
Playing a game
I know you’ve done too
I shouldn’t have waited,
But still it is all the same
Because you know,
I’m just playing my game.

Don’t hold me with your eyes
The light in them I cannot see,
No need to blind me
There’s this darkness where I walk
You thought you had your future
All figured out.
I cry my tears
But they’re not for you
Playing a game
I know you’ve done too
I shouldn’t have waited,
But still it is all the same
Cause you know,
I’m just playing my game.

Traduzione:

Non parlerò.
Sai cosa potrei dire.
Mi urta che sia andata in questo modo.
Non posso più nasconderlo.
Dio solo sa quanto ci abbia provato.
Ho tenuto duro finchè ho potuto
avessi potuto cambiare, l’avrei fatto.
Questo è quello che sono,
e questo è quello che farò.

Piango le mie lacrime
ma non per te
facendo un gioco che
so che hai fatto anche tu.
Non avrei dovuto aspettare,
ma tanto fa lo stesso
Perché sai
sto facendo il mio gioco.

Tappati le orecchie se non vuoi sentire il suono della mia voce
ti stai comportando come se
come se avessi avuto altra scelta
che lasciarti alle spalle. Beh
ho preso la mia decisione.

Piango le mie lacrime
ma non per te
facendo un gioco che
so che hai fatto anche tu.
Non avrei dovuto aspettare,
ma tanto fa lo stesso
Perché sai
sto facendo il mio gioco.

Non trattenermi con lo sguardo
Non riesco a vedervi alcuna luce,
non hai bisogno di accecarmi
è così buio dove sto camminando.
Pensavi di avere davanti a te un futuro
tutto calcolato.

Piango le mie lacrime
ma non per te
facendo un gioco che
so che hai fatto anche tu.
Non avrei dovuto aspettare,
ma tanto fa lo stesso
Perché sai
sto facendo il mio gioco.

78

Hey ciao,

ieri avresti compiuto 78 anni…

ricordo ancora la festa che ti abbiamo fatto l’anno scorso, ti abbiamo ingannato mandando L. a intontirti di parole, con le sue elucubrazioni…

abbiamo ordinato la pizza e ci siamo presentati tutti a casa tua a festeggiare i tuoi 77 anni.

Sembrava ce lo sentissimo che quella sarebbe stata l’ultima volta per sorprenderti così. C’eravamo proprio tutti, anche chi di solito dalle feste si defila.. E’ stata una bella serata quella.

Ed io voglio ricordarti così, sereno e con tutta la famiglia accanto.

Ieri guardando la tua foto ho ripensato esattamente alla tua festa di un anno fa… mi manchi più di quanto pensassi.

Auguri nonno!

 

….

…e poi mi ritrovo lì a guardarti, mentre dormi e ti lasci morire.

Mi ritrovo a chiedermi perchè io non sia venuta da te e non ti abbia portato di peso al pronto soccorso come mi ero ripromessa di fare. Mi ritrovo a chiedermi perchè le persone rifiutano di curarsi, ben sapendo quli problemi hanno, mi trovo a pensare perchè tu, ti sei rifutato di farti accompagnare in ospedale, sapendo bene di avere qualcosa che non andava, oltre alla pressione alta, il diabete, e le mille altre patologie che a noi sono state rese note solo ora ma che tu conoscevi bene.

Tu, uomo di cultura, tu, che eri informato su praticamente qualunque cosa, tu che dicevi che il cervello va nutrito col sapere, tu che disquisivi filosofia e della tua idea di politica con tuo nipote.. tu.

Tu, per quale cazzo di motivo ti sei lasciato così andare? Sapevi benissimo a cosa andavi incontro facendo il testardo e rifiutando di farti curare.

Ed ora siamo qui.. tu sei entrato in coma ieri notte, e non si sa per quanto ancora resterai con noi. E noi non sappiamo se augurarci che tu te ne vada il prima possibile, o se rimanere aggrappati ad una stupida ed egoistica speranza.

Quello che rimane di te è solo un vuoto involucro, niente dell’uomo che eri è rimasto con noi, niente di quel rompiscatole brontolone che accoglieva i propri parenti con un ‘Lasciate ogni speranza o voi che entrate..’ niente dell’uomo che da solo ha imparato l’uso del C64, appena uscito, e ha inventato un programma per la compilazione del 730; niente dell’uomo che ha rilegato centinaia di libri a mano, creando opere uniche e straordinarie da fascicoli comprati in edicola; solo noi possediamo una Bibbia illustrata e rilegata con così tanto amore e passione. Niente dell’uomo che mi ha iniziata all’uso della pentola a pressione; che mi ha insegnato come fare la pasta con le sarde, una perfetta minestra di ceci, il tuo famosissimo ragù bianco, la tua pasta alla pentola a pressione e che si indignava perchè non mangio aglio, che regola la pressione, dicevi!

Tu, che avendo conosciuto gli stenti della guerra e la fame, facevi scorte di cibo per un esercito, che poi tu e nonna cucinavate e distribuivate a figli e nipote (me!).

Tu, che i primi giorni di degenza, quando eri ancora vigile mi facevi le facce brutte quando, leggendoti il giornale, ti raccontavo le vicende di Berlusconi, e che dire di quando mi sono messa in testa il cerchietto con le corna da renna e ti dicevo che era un regalo per nonna che mi aveva chiesto un cerchietto, ed era ricoverata due piani sopra la tua testa? Mi hai guardata come per farmi capire di non fare l’idiota… sempre gentile tu!

Oggi pomeriggio sarò ancora lì da te, come ogni giorno, a leggerti il giornale e tenerti la mano, ad ascoltare il tuo respiro pesante e a fissare nella mia mente il tuo volto, cercando di ricordarti come il vecchio bontolone rompiscatole che sei sempre stato.

Ti voglio bene brutta bestiaccia!

 

Eri bellissima

Sta mattina l’hanno passata alla radio, e mi ha provocato un’esplosione di emozioni contrastanti, tendenzialmente malinconiche, ma senza un motivo concreto. A parte qualche frase particolare della canzone. Insomma tanti ricordi sono usciti come dal nulla, tante riflessioni disconnesse. Ed ora, alle 3 e mezza del pomeriggio, ancora mi porto dietro questa sensazione…

Intanto ecco la canzone:

Eri bellissima lasciatelo dire
e anche stavolta so che non mi crederai
eri davanti a me davanti agli occhi del bambino
e gli occhi del bambino quelli non li danno proprio indietro mai
credimi:mai
ti dico:mai
eri sanissima: ostrica e lampone
sulle mie dita c’eri sempre e solo te
ti davi un attimo e poi ti nascondevi bene
io l’ho capito che sei sempre stata grande più di me

ma adesso dimmi
com’è andata?
com’è stato
il viaggio di una vita li con te?
io spero solo tutto bene
tutto come
progettavate voi da piccole
stai bene li con te?

fragile e piccola con le tue paure
mi costringevi a nasconderti le mie
sapevi ridere sapevi il tuo sapore
te la godevi ad occupare tutte le mie fantasie

ma adesso dimmi
com’è andata?
com’è stato
il viaggio di una vita li con te?
io spero solo tutto bene
tutto come
progettavate voi da piccole
stai bene li con te?

eri bellissima lasciatelo dire
eri di tutti ma non lo sapevano
e tu lo sapevi che facevi gola e soggezione
siamo stati insieme e comunque non mi hai conosciuto mai

ma adesso dimmi
com’è andata?
com’è stato
il viaggio di una vita li con te?
io spero solo tutto bene
tutto come
progettavate voi da piccole
stai bene li con te?

L. Ligabue