Un anno…

Ciao Nonno M, oggi è un anno che non ci sei più.

Quest’anno, la giornata è più fredda, tu non lo avresti sopportato. Odiavi il freddo. Odiavi anche il caldo quando lo sentivi, se è per questo, ma tant’è…

In quest’anno son successe tante cose sai? Io mi sono messa in gioco, e fino ad ora mi è andata bene, Mamma è dimagrita tanto, ed ora sta benissimo, Lorenzo anche ha perso un sacco di chili, e ancora ne sta perdendo, ed è sempre più bello lui!

La cosa negativa è che uno dei tuoi figli si è dimostrato senza polso né cervello, e rovina la vita agli altri. Stiamo cercando di arginare il male che può fare, ma non sempre è facile, sai? Sua moglie poi ci mette il carico da 90 per rendere la vita ancora meno semplice. Ma noi stiamo uniti , e cerchiamo di proteggere il più debole, come tu vorresti.

Come dicevo, è una giornata fredda questa di oggi, e tu mi manchi, mi manchi sempre più di quanto vorrei.

Ti voglio bene nonno!

Aggressività, orgoglio, pazienza e volontà.

Leggendo questo post di Wonder mi sono fermata a riflettere su quello che ormai sta diventando un lungo periodo della mia vita.

Da ormai troppi mesi le mie vicende lavorative, i troppi problemi legati alla salute, e altri avvenimenti decisamene poco piacevoli, mi hanno portata a lottare contro le persone, ad aggredire preventivamente, cercando in qualche modo, nella mia testa, di evitarmi del dolore, non rendendomi conto che, arrabbiandomi io per prima, non solo non evito proprio un bel nulla, ma anzi, peggioro la situazione. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni dove capita esattamente l’opposto, ma questa è un’altra storia!

Wonder parla d’orgoglio, di volontà di risolvere situazioni, del fatto che ognuno di noi può scegliere come reagire alle tensioni quotidiane, ed io aggiungerei anche alle provocazioni, o a parole, convinzioni, frasi altrui.

Sono d’accordo con lei, siamo noi che scegliamo come reagire, che scegliamo se risolvere o meno situazioni che ci stanno a cuore, che sfruttiamo o meno la possibilità di metterci in discussione, di non rimanere arroccati sulle nostre convizioni di aver capito tutto quello che l’altro voleva dire e aprirci al confronto. Siamo noi che scegliamo l’aggressività invece della tolleranza e della ricerca della pace interiore, per vivere bene con noi stessi, e di conseguenza con gli altri. Siamo sempre noi, che scegliamo di farci abbrutire dalle difficoltà della vita e trasformare tutto questo, anzichè in energia positiva, in negatività verso qualunque aspetto della vita.

Spero che questa riflessione teorica, in questo luogo virtuale, possa trovare applicazione nel quotidiano. Di certo ne trarrei parecchi benefici, e anche quelli che mi stanno intorno… ciao P-Chan! Ciao, sì proprio tu! Santo subito! 😉

Non è facile, ma ci si prova… Intanto grazie Wonder per il tuo post!

Cosa mi piacerebbe

Mi piacerebbe poter avere sempre accanto la mia piccola Eva, ad ogni ora del giorno, che lasciarla ogni mattina è uno strazio, quel suo musetto tenero e gli occhietti dolci mi trattengono sempre un po’ più del dovuto, ma non so resistere.

Mi piacerebbe poter sbizzarrire la mia creatività ai fornelli, magari avendo un po’ più di tempo e anche qualche aiutante in cucina…

Potermi prendere cura della mia casa e di chi amo, anche me stessa sì, perchè no?

Sarebbe bello se per qualche tempo i problemi e gli ostacoli si spostassero verso altri lidi o semplicemente sparissero.

Sarebbe bello potermi gestire il mio tempo.

Ci sto lavorando, e voglio farlo. Questa vita comincia davvero a starmi stretta. Troppo stretta.

 

….

…e poi mi ritrovo lì a guardarti, mentre dormi e ti lasci morire.

Mi ritrovo a chiedermi perchè io non sia venuta da te e non ti abbia portato di peso al pronto soccorso come mi ero ripromessa di fare. Mi ritrovo a chiedermi perchè le persone rifiutano di curarsi, ben sapendo quli problemi hanno, mi trovo a pensare perchè tu, ti sei rifutato di farti accompagnare in ospedale, sapendo bene di avere qualcosa che non andava, oltre alla pressione alta, il diabete, e le mille altre patologie che a noi sono state rese note solo ora ma che tu conoscevi bene.

Tu, uomo di cultura, tu, che eri informato su praticamente qualunque cosa, tu che dicevi che il cervello va nutrito col sapere, tu che disquisivi filosofia e della tua idea di politica con tuo nipote.. tu.

Tu, per quale cazzo di motivo ti sei lasciato così andare? Sapevi benissimo a cosa andavi incontro facendo il testardo e rifiutando di farti curare.

Ed ora siamo qui.. tu sei entrato in coma ieri notte, e non si sa per quanto ancora resterai con noi. E noi non sappiamo se augurarci che tu te ne vada il prima possibile, o se rimanere aggrappati ad una stupida ed egoistica speranza.

Quello che rimane di te è solo un vuoto involucro, niente dell’uomo che eri è rimasto con noi, niente di quel rompiscatole brontolone che accoglieva i propri parenti con un ‘Lasciate ogni speranza o voi che entrate..’ niente dell’uomo che da solo ha imparato l’uso del C64, appena uscito, e ha inventato un programma per la compilazione del 730; niente dell’uomo che ha rilegato centinaia di libri a mano, creando opere uniche e straordinarie da fascicoli comprati in edicola; solo noi possediamo una Bibbia illustrata e rilegata con così tanto amore e passione. Niente dell’uomo che mi ha iniziata all’uso della pentola a pressione; che mi ha insegnato come fare la pasta con le sarde, una perfetta minestra di ceci, il tuo famosissimo ragù bianco, la tua pasta alla pentola a pressione e che si indignava perchè non mangio aglio, che regola la pressione, dicevi!

Tu, che avendo conosciuto gli stenti della guerra e la fame, facevi scorte di cibo per un esercito, che poi tu e nonna cucinavate e distribuivate a figli e nipote (me!).

Tu, che i primi giorni di degenza, quando eri ancora vigile mi facevi le facce brutte quando, leggendoti il giornale, ti raccontavo le vicende di Berlusconi, e che dire di quando mi sono messa in testa il cerchietto con le corna da renna e ti dicevo che era un regalo per nonna che mi aveva chiesto un cerchietto, ed era ricoverata due piani sopra la tua testa? Mi hai guardata come per farmi capire di non fare l’idiota… sempre gentile tu!

Oggi pomeriggio sarò ancora lì da te, come ogni giorno, a leggerti il giornale e tenerti la mano, ad ascoltare il tuo respiro pesante e a fissare nella mia mente il tuo volto, cercando di ricordarti come il vecchio bontolone rompiscatole che sei sempre stato.

Ti voglio bene brutta bestiaccia!

 

opinioni..

ieri ho avuto un dibattito con la mia famiglia riguardo l’allattamento in pubblico.

Temo di essere strana io, ma a me  è una cosa che da moltissimo fastidio. Proprio non sopporto la visione di un neonato che succhia il latte materno direttamente dall’appendice mammario della genitrice. Non ci trovo nulla di tenero, né di poetico; lo trovo semplicemente disgustoso…

Posso immaginare che per i più l’immagine della madre che allatta il figlio possa evocare sensazioni di amore ed intimità; ebbene, esorto tutte le mamme-mucche a preservare codesta tenera intimità e a trovare un angolino discreto nel quale estrarre la tetta che sfamerà il piccolo mostro puzzone. 

Passiamo alla scena di ieri: Interno Mac Donald’s di Rogoredo, tuoni e fulmini dalle finestre, tavoli quasi tutti liberi. Entra una mamma con mostropuzzone nella carrozzina e si siede in uno dei tavoli più scomodi nel centro del locale. Tira fuori mostropuzzone dalla carrozzina, estrae la tetta e ci attacca il mp, noncurante di avere una tetta esposta al pubblico e un nano con la faccia rossissima attaccato al capezzolo.

ecco, questa scena mi ha fatto leggermente impressione, ma va beh, sarò io, e ci sta tutto… però mi chiedo, se ci sono dei comodi tavoli appartati con parecchio spazio e poltrone comode per quale stracazzo di motivo ti devi sedere in quello più centrale ed esposto, e con le seggiole minuscole dove si vede che pure tu sei dannatamente scomoda?

Parentesi personale: mi chiedo anche come facciano a non vergognarsi, le mamme-mucche della loro parziale nudità in mezzo alla folla, a me da fastidio/mi sento scomoda se mi si nota l’attaccatura del seno, figurati tirar fuori una tetta… in più mi domando: ma non dovrebbe essere un momento d’intimità tra mamma e nano? O quando si è mamme poi ci si riduce a semplici portatrici di cibo per il neonato e quindi non ci si fa problemi ad allattare dove capita? Boh, non lo so, lo vedo così squallido… forse è per questo mi disturbano così tanto queste scene, e forse sarà perchè alla veneranda età di 29 anni, il mio senso materno è lontano anni luce dalla mia persona…

bah… stranezze.

un po’ di me…

sono stanca, quest’estate e questo caldo mi stanno uccidendo, sono per l’inverno 365 giorni l’anno, concedendo qualche mese d’autunno, ma primavera ed estate mi devastano.

sul fronte lavoro, si sta lottando per cambiare, ma non è facile, e per di più, complice il periodo estivo, l’abituale scarsa presenza dei superiori, e la paternità del collega, son quasi sempre sola in ufficio, il carico di lavoro non diminuisce in estate, e mi ritrovo ad uscire ad orari improponibili… cosa che non diminuisce certo la mia stanchezza…

Mi sento uno schifo, perchè per i motivi succitati non riesco ad avere una vita sociale che possa effettivamente chiamarsi tale, dato che gli unici giorni utili per vedere gente sono il sabato e la domenica, che di solito sono divisi tra faccende domestiche che non si riescono ad ultimare durante la settimana e le uscite storiche con i ragazzi di spada… divertenti per carità, però ecco… io mi sento un po’ uno schifo.

Quindi, chiedo scusa a chi, per un motivo o per un altro, non riesco a vedere da decisamente troppo tempo. Mi rifarò. Non prometto, perchè non so se potrò mantenere, ma sicuramente m’impegno a ritagliare del tempo per vedere tutti, e certamente devo fare una cura ricostituente, perchè con le forze che mi ritrovo, è probabile che tra qualche mese mi si debba raccogliere col cucchiaino… altro che ferie!

Ah, non avevo detto che lavoro tutta l’estate, e vado in ferie solo a fine settembre? Beh, ora l’ho detto! :-/