PRECIOUS

Precious and fragile things
Need special handling
My God what have we done to You?

We always try to share
The tenderest of care
Now look what we have put You through…

Things get damaged
Things get broken
I thought we’d manage
But words left unspoken
Left us so brittle
There was so little left to give

Angels with silver wings
Shouldn’t know suffering
I wish I could take the pain for you

If God has a master plan
That only He understands
I hope it’s your eyes He’s seeing through

Things get damaged
Things get broken
I thought we’d manage
But words left unspoken
Left us so brittle
There was so little left to give

I pray you learn to trust
Have faith in both of us
And keep room in your hearts for two

Things get damaged
Things get broken
I thought we’d manage
But words left unspoken
Left us so brittle
There was so little left to give

   Depeche Mode (Playing the angel)

 

 

Lui saprà comprendermi
di Elvira Alfonsi

Ogni volta che si sentiva fasciata da quella gonna di pelle nera provava un senso di fastidio. Un tempo non era stato così, anzi le risultava inconcepibile vestire in altro modo. Anni addietro avvertiva un profondo piacere nell’ammirare il suo bel corpo stretto in quella minigonna, con il seno che strabordava dal corpetto, di pelle nera naturalmente, i tacchi altissimi a completare il tutto. Il sorriso compiacente nel sentirsi colare addosso gli sguardi vogliosi di tutti i maschi che incontrava.
"Come si cambia,a volte" pensò scuotendo leggermente la testa mentre sorseggiava il suo gin tonic appoggiata al bancone del bar.
"Non è possibile che una bellezza come te non stia aspettando nessuno, o questa è la mia giornata fortunata?"
"Ci siamo" si disse la donna mentre ricambiò il sorriso con tutto-muscoli-e-niente-più.
"Diciamo che è la tua giornata fortunata". Rosse labbra ad aprirsi ammiccanti sui denti.
"Ne bevi un altro, dolcezza?"
"Se mi tieni compagnia, stallone"
"E chi la molla una come te? Non hai detto che è la mia giornata fortunata?"
"Vero"
"E come ti chiami?"
"Jessica"
"Mhh.. un nome che è tutto un programma!"
Ride Jessica accavallando le gambe. Il brivido di tutto-muscoli è palese mentre i suoi occhi le sbavano addosso.
"E che fai nella vita, dolcezza?"
"E vuoi anche sapere il mio codice fiscale?"
"Ah ah.. capito! Lasciamo il privato di fuori. A me basta che tu stasera non mi molli un solo istante, ok baby?"
"Hai letto i miei pensieri, tesoro", mentre pensa che uno così scemo ancora non l’aveva incontrato. O forse sì, a pensarci bene. Tutti dannatamente uguali, in fondo.
"Che ne dici se andassimo a conoscerci meglio da qualche altra parte? Magari a casa mia.."
"Idea geniale, tesoro"
Scese lentamente dallo sgabello del bancone lasciando sollevare ancora un po’ la gonna. Tutto-muscoli deglutì a fatica, con il sorriso stampato in faccia e l’occhio porcino che non riusciva a staccarsi dalle sue cosce. Anzi no, a volte le abbandonava, per sprofondare nella piega dei seni. Se potesse si sfregherebbe le mani, certo non si aspettava una serata così.

E in effetti la piega che prese la serata non se la sarebbe mai immaginata.

Salirono da lui mentre le sue mani non riuscivano più praticamente a stare ferme. Le labbra a cercare quelle di lei. Jessica rideva e provocava ma al momento opportuno si allontanava aumentando l’eccitazione di tutto-muscoli. Ad un certo punto lei armeggiò con la borsetta, lui le fu sopra.
Fu l’ultima cosa che fece.
Con stupore avvertì fuoriuscire da lui un liquido denso e caldo. Chissà se ebbe il tempo di capire che era il suo sangue che abbandonava correndo la sua gola e tutto il suo corpo. In fondo non dimentichiamoci che era tutto-muscoli, nessuno gli aveva mai chiesto di pensare. Con un ultimo gorgoglìo cadde in terra.

Jessica lo guardò un momento, poi andò in bagno e si lavò. Si tolse i vestiti, le scarpe e la lunga parrucca bionda ed infilò tutto in un sacchetto, lo avrebbe bruciato una volta fuori di lì. Si struccò accuratamente.
Poi prese dalla borsa il suo vestito.
Nell’infilare la tonaca provò un senso di pace e sorrise, questa volta sul serio.
Si chiuse la porta alle spalle dopo aver cancellato ogni impronta.
Mentre scendeva le scale mormorò:
"Dio è misericordioso. Lui saprà comprendermi."

STORIA PRESA DA "LA TELA NERA".

LINK: http://www.latelanera.com/neropremio/neropremio264.htm