Di gente, amici, persone

Che dire, a volte le persone deludono.. anche quelle con cui si pensava di aver costruito un rapporto che andasse al di là delle convenzioni.

I satelliti che ruotano loro intorno no, possono scalfire un pochino l’orgoglio, ma dopo pochi secondi essi vengono semplicemente ignorati e ritornano nel nulla dal quale erano venuti.

E quindi? sono esperienze anche queste. Fanno crescere molto più di quelle positive, acuiscono l’intuito e rendono più efficiente la selezione all’ingresso.

Tant’è, noi qui si vive lo stesso. Che mica si può stare a perder tempo dietro ai capricci di tutti.

….

…e poi mi ritrovo lì a guardarti, mentre dormi e ti lasci morire.

Mi ritrovo a chiedermi perchè io non sia venuta da te e non ti abbia portato di peso al pronto soccorso come mi ero ripromessa di fare. Mi ritrovo a chiedermi perchè le persone rifiutano di curarsi, ben sapendo quli problemi hanno, mi trovo a pensare perchè tu, ti sei rifutato di farti accompagnare in ospedale, sapendo bene di avere qualcosa che non andava, oltre alla pressione alta, il diabete, e le mille altre patologie che a noi sono state rese note solo ora ma che tu conoscevi bene.

Tu, uomo di cultura, tu, che eri informato su praticamente qualunque cosa, tu che dicevi che il cervello va nutrito col sapere, tu che disquisivi filosofia e della tua idea di politica con tuo nipote.. tu.

Tu, per quale cazzo di motivo ti sei lasciato così andare? Sapevi benissimo a cosa andavi incontro facendo il testardo e rifiutando di farti curare.

Ed ora siamo qui.. tu sei entrato in coma ieri notte, e non si sa per quanto ancora resterai con noi. E noi non sappiamo se augurarci che tu te ne vada il prima possibile, o se rimanere aggrappati ad una stupida ed egoistica speranza.

Quello che rimane di te è solo un vuoto involucro, niente dell’uomo che eri è rimasto con noi, niente di quel rompiscatole brontolone che accoglieva i propri parenti con un ‘Lasciate ogni speranza o voi che entrate..’ niente dell’uomo che da solo ha imparato l’uso del C64, appena uscito, e ha inventato un programma per la compilazione del 730; niente dell’uomo che ha rilegato centinaia di libri a mano, creando opere uniche e straordinarie da fascicoli comprati in edicola; solo noi possediamo una Bibbia illustrata e rilegata con così tanto amore e passione. Niente dell’uomo che mi ha iniziata all’uso della pentola a pressione; che mi ha insegnato come fare la pasta con le sarde, una perfetta minestra di ceci, il tuo famosissimo ragù bianco, la tua pasta alla pentola a pressione e che si indignava perchè non mangio aglio, che regola la pressione, dicevi!

Tu, che avendo conosciuto gli stenti della guerra e la fame, facevi scorte di cibo per un esercito, che poi tu e nonna cucinavate e distribuivate a figli e nipote (me!).

Tu, che i primi giorni di degenza, quando eri ancora vigile mi facevi le facce brutte quando, leggendoti il giornale, ti raccontavo le vicende di Berlusconi, e che dire di quando mi sono messa in testa il cerchietto con le corna da renna e ti dicevo che era un regalo per nonna che mi aveva chiesto un cerchietto, ed era ricoverata due piani sopra la tua testa? Mi hai guardata come per farmi capire di non fare l’idiota… sempre gentile tu!

Oggi pomeriggio sarò ancora lì da te, come ogni giorno, a leggerti il giornale e tenerti la mano, ad ascoltare il tuo respiro pesante e a fissare nella mia mente il tuo volto, cercando di ricordarti come il vecchio bontolone rompiscatole che sei sempre stato.

Ti voglio bene brutta bestiaccia!

 

i piaceri del lavoro bancario

14.06.12

Ore 09.43: Inviata e-mail alla controparte X  con richiesta di pagamento.

Ore 10.30: Inviato primo sollecito alla controparte X chiedendo gentilmente di rispondere all’email di cui sopra.

Ore 11.40: Inviato secondo sollecito, questa volta meno gentile, sempre alla controparte X chiedendo a che punto fosse la ns richiesta.

Ore 12.10: chiamata alla controparte X per accertarsi che qualcune stesse effettivamente muovendo deretano per rispondere alla mia richiesta. Mi informano che se ne stanno occupando e che aspettano un’autorizzazione. Chiedo gentilmente di rispondere almeno all’e mail. mi assicurano che lo faranno in brevissimo tempo.

Ore 13.10: seconda chiamata alla controparte X chiedendomi se non siano già in pausa pranzo. Rispondono. Riporto conversazione:

D= darkvampirella

X= controparte X (per l’appunto)

X(sempre stesso tizio della precedente telefonata): Pronto?

D: Buon pomeriggio, sono D, dell’ufficio Y di banca Z, vi richiamo per sapere a che punto è la nostra richiesta, come sapete abbiamo il cut off dei regolamenti con il nostro Back office alle 15.00 e non vorrei che si creassero disagi..

X(interrompendomi): Sìsì, ma mi avete chiamato un quarto d’ora fa!!!

D(cominciando ad alterarsi): in realtà vi ho chiamati esattamente un’ora fa, e mi avete assicurato che avreste dato risposta, affermativa o negativa alla mia e mail quanto prima, come stavo cercando di dire prima, il nostro BO ha il cut-off per i pagamenti alle 15.00, quindi la risposta sta diventando urgente…

X: Sì vabbè ma vi rispondiamo in MATTINATA.

D: Sarebbe l’1 del pomeriggio, direi che è un po’ tardi per rientrare nella mattinata.

X: sì beh, vi rispondiamo in giornata.

D: vi ricordo il cut-off delle 15.00.

X: Sì ok, alle 15.00.

D: Cut-off del Back Office alle 15.00, noi i dati dobbiamo averli pronti prima di quell’ora, altrimenti entro le 15.00 il nostro Back Office non avendo i dati non è in grado di fornire  i dati alla tesoreria creando problemi con i pagamenti.

X: sì beh vi faccio sapere in mattinata!

D: Non so se a Bari il fuso orario sia differente, ma la mia mattinata lavorativa è iniziata alle 8.00 non certo alle 13.20! E’ dalle 9.40 che state verificando, per favore rispondete appena mettete giù la cornetta o mi troverò costretta a ricorrere all’escalation! GRAZIE e SALUTI.

…..E vaffanculo direi!

Oggi è una di quelle giornate in cui vorrei davvero spaccare qualcosa o aprire la testa di qualcuno per vedere chemminchiaha in quella cazzo di scatola fatta d’osso che dovrebbe contenere un fottuto cervello.

Sono stanca, nervosa, spaccherei davvero tutto, eppure mantengo la facciata.

poi vomito.

Poi mi si chiede perchè io stia male.

C’è che io non ne posso più di avere la reponsabilità della vita degli altri. Perchè non l’ho scelto e non lo voglio.

Sono stufa di persone che se ne approfittano, perchè tanto anche se mi si da della stronza, lo sanno che io ci sono sempre per tutti, quando si ha bisogno di aiuti concreti,

c’è che mi son seriamente rotta il cazzo di attirare solo gente che sa fare la voce grossa solo a parole con me e poi le situazioni non le sa affrontare, e poi chi ci rimette oltre a loro stessi, che, abbiate pace, ma se la cercano a sto punto, sono sempre io.

Mi sono seriamente rotta i coglioni.

E sai che c’è?

Che da adesso in poi faccio il cazzo che mi pare e non rendo conto a nessuno.

Il limite è colmo ed ora sto davvero sbroccando.

Ora divento EGOISTA. In maiuscolo grassetto e sottolineato.

FANCULO.

sfogo…

ok… alla prossima telefonata del collega che parlando con la moglie parla di cacche, vomiti, poppate e quant’altro della bambina, m’incazzo!

Mapporcatroia, si può sapere per quale cazzo di motivo deve affliggere gli astanti con queste schifezze immonde riguardanti la sua vita?

Non ce ne frega un’emerita minchia se tua figlia si caga addosso fino alle ascelle, se ti vomita nel letto, e a quale cazzo di ora ha mangiato!!!!!!

Se vuoi parlare con tua moglie di queste cose fallo lontano dalle nostre orecchie! E FOTTITI!

 

Bene, mi sono sfogata. Ora torneremo (forse) a toni più civili.