mi sto riempiendo le giornate, le ore  e i minuti per non pensare.

In sei mesi un intera radice dell’albero è stata sradicata.

In sei mesi di loro mi rimangono solo i ricordi.

Della loro cadenza, delle loro abitudini, delle litigate di quello che amavo e di quello che odiavo di loro… solo ricordi.

E fa male. E anche se provo a non pensare, la malinconia mi assale, nella notte si insinua prepotente tra le pieghe dei miei sogni, e mi sveglia.

Ma di giorno indosso la mia maschera, carico il mio zaino di impegni, e parto…

Ho paura di rallentare, come se facendolo potesse accadere di nuovo, a qualcun’altro che amo. E non ce la farei… questa volta no!

Ninni

mi chiamavi così.

Ti ho vista la sera prima, su Skype, giocavi a carte con papà e ti ho chiesto come stavi.

Mi hai risposto: e come vuoi che vada, Ninni, siamo qui. Oggi quella stronza di tua madre mi ha fatto stancare.

Ma si vedeva che eri contenta, felice di avere la tua figlioletta accanto, felice di essere al mare…

Quanto mi manchi…. quanto manchi alla tua Ninni, nonna!

ciao

Non ho nemmeno più lacrime per piangere.

Ciao nonna… avrei voluto che tu vedessi molte cose del mio percorso di vita, e invece….

Ciao nonna, il paradiso è un luogo così vicino…

non sarai mai troppo lontana. (cit.)