Proposte (in)decenti…

Io detesto il mio lavoro.. ormai credo di averlo ampiamente esplicitato un po’ ovunque.

Chi vive nell’hinterland milanese e lavora in centro a Milano sa bene che il tragitto casa-lavoro-casa fa perdere lo stesso tempo che impiega qualsiasi altro pendolare proveniente da un’altra regione.

Detto questo, sto combattendo per trovare una via di scampo, qualcosa che mi possa gratificare, o per lo meno rendermi meno schifido il risveglio settimanale. Un avvicinamento a casa sarebbe  l’ideale, ma… è arrivata una proposta che non solo non si avvicina minimamente all’obiettivo, ma addirittura punta alla direzione opposta: un trasferimento all’estero per qualche anno, in cruccolandia e più precisamente nell’alcolica città dell’Oktoberfest.

 E’ una cosa che mi alletta davvero parecchio, ma che ha i suoi contro.

Partiamo dai pro:

  • possibilità di carriera (e già solo questo basterebbe per farmi fare le valigie)
  • casa aziendale (e parliamone…)
  • potrei girare in bicicletta anche solo per arrivare in ufficio (con notevole risparmio di sonno e danari)
  • Non so di quanto ma il mio stipendio subirebbe un upgrade.
  • Oktoberfest nella mia cittààààààààààà (sarei sbronza marcia anche in ufficio ma pare sia la regola in quel periodo, quindi nessuno ci farebbe caso)
  • Bretzel… e chi mi conosce bene sa cosa vuol dire…
  • Sarebbe un modo per staccarmi definitivamente dai miei genitori (e non è cosa da poco…)

Ora i contro:

  • P-chan… non potrei mai mai mai separarmene, mi viene il mal di stomaco alla sola idea. Mi basta un giorno senza di lui per sentirne la mancanza… averlo così lontano mi farebbe morire, non poterlo vedere per giorni e solo nei week end mi fa star male. Non sono portata per le storie a distanza io… persare di non poterlo raggiungere quando sta male o quando è triste o anche solo non poterlo avere accanto mi mette ansia. (non avrei mai pensato di scrivere queste parole ma tant’è..)
  • La mia casa: che ne faccio? L’affitto: E se me la distruggono? La vendo: E quando torno dove vado?
  • Le pelose: non so se potrei portarle, l’argomento non è stato trattato, e la cosa mi sta molto a cuore. Le mie cucciole io le voglio con me, non posso e non voglio affidarle a nessuno, gli animali non sono giocattoli, sono le mie figlie… pelose ma pur sempre figlie…
  • i miei genitori, mio fratello e gli amici, i pochissimi amici a cui tengo.  Mi mancherebbero da impazzire. Vero, potremmo vederci nei week end e nei giorni in cui tornerei in Italia, però… sarebbe davvero frustrante e stressante conciliare tutto…

credo aggiungerò e toglierò punti nei prossimi post, ma di base… beh, è un bel dilemma… e se aggiungiamo P-chan ha vissuto la cosa come una doccia fredda (e come biasimarlo…), beh…  i miei dubbi aumentano. Tantopiù che un’esperienza lavorativa all’estero per un periodo medio-lungo è una delle cose che vorrei fare prima di salutare questo mondo, e che mi arricchirebbero notevolmente culturalmente.

Ricomincio a lavorare… e a riflettere.

Sta sera parlerò bene con P-chan, non si arriverà certo ad una soluzione, ma almeno avrò più elementi da soppesare…

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Oggi me ne sarei rimasta volentieri sotto il piumone a contemplare la neve, e magari, febbre permettendo, portando fuori la cagnola ad impiastricciarsi un po’ e divertirsi come una pazza…

invece alle 7.25 strisciavo il badge.

Perchè, sarà pur vero che alzarsi presto per andare in ufficio non è il massimo, ma sapete com’è, finchè non trovo di meglio preferisco annoiarmi e mangiare. Eh già.

Monti dice:

…il lavoro fisso è noioso, bisogna cambiare, cambiare è divertente.  La flessibilità per i giovani è fondamentale.

Sì, aha… certo. Anche i licenziamenti senza giusta causa lo sono? Anche per i meno giovani…

Poi il mutuo, il cibo, i vestiti, le tasse e tutto il resto ce li paghi tutti tu, ok?