SCOPO…

 

Nascere, vivere morire per essere felici???

Mah… molte volte mi chiedo quale sia il senso della vita umana, perchè le persone nascono??? Qual’è lo scopo???

La bellezza??? E’ questo lo scopo di questo ciclo continuo? In fondo la terra non è null’altro che un quadro animato, tutto si muove, cambia, si evolve… degenera… è la vita.. e lo scopo della vita è la morte, quello della morte la vita…

Un gran paradosso…

Ma a me piace vivere, il mio scopo? Mah… Forse far capire a chi mi sta intorno che è speciale…

Avendo di fronte me come esempio.. ;)))))

 

SE ARRIVO A QUEST’ORA POSSO SCRIVERE… FORSE.. ALLORA..

Anche in amore è puramente questione di fisiologia, la nostra volontà non c’entra per nulla. I giovani vogliono essere fedeli e non lo sono: i vecchi vorrebbero essere infedeli e non ci riescono. Non c’è altro da dire.

da "Il Ritratto di Dorian Gray"

            OSCAR WILDE               

 

Non mi piace come concetto, ma è uno spunto di riflessione… voi che ne pensate?

DOLCE RIPOSO

OGGI SONO STANCA, STO MALE,

E’ DA UN PO’ CHE MI SENTO COSI’… STANCA, STO MALE

SONO STANCA DAVVERO…

STO MALE DAVVERO.

GLI ESAMI DEL SANGUE LI HO FATTI… GIOVEDI’ I RISULTATI… SPERIAMO BENE… MA QUESTO MIO STAR MALE…

NON CE LA FACCIO PIU’ VORREI DORMIRE PER ORE ED ORE…

SENZA IL PROBLEMA DEL RISVEGLIO!

VOGLIO  DORMIRE!

 

 

Lui saprà comprendermi
di Elvira Alfonsi

Ogni volta che si sentiva fasciata da quella gonna di pelle nera provava un senso di fastidio. Un tempo non era stato così, anzi le risultava inconcepibile vestire in altro modo. Anni addietro avvertiva un profondo piacere nell’ammirare il suo bel corpo stretto in quella minigonna, con il seno che strabordava dal corpetto, di pelle nera naturalmente, i tacchi altissimi a completare il tutto. Il sorriso compiacente nel sentirsi colare addosso gli sguardi vogliosi di tutti i maschi che incontrava.
"Come si cambia,a volte" pensò scuotendo leggermente la testa mentre sorseggiava il suo gin tonic appoggiata al bancone del bar.
"Non è possibile che una bellezza come te non stia aspettando nessuno, o questa è la mia giornata fortunata?"
"Ci siamo" si disse la donna mentre ricambiò il sorriso con tutto-muscoli-e-niente-più.
"Diciamo che è la tua giornata fortunata". Rosse labbra ad aprirsi ammiccanti sui denti.
"Ne bevi un altro, dolcezza?"
"Se mi tieni compagnia, stallone"
"E chi la molla una come te? Non hai detto che è la mia giornata fortunata?"
"Vero"
"E come ti chiami?"
"Jessica"
"Mhh.. un nome che è tutto un programma!"
Ride Jessica accavallando le gambe. Il brivido di tutto-muscoli è palese mentre i suoi occhi le sbavano addosso.
"E che fai nella vita, dolcezza?"
"E vuoi anche sapere il mio codice fiscale?"
"Ah ah.. capito! Lasciamo il privato di fuori. A me basta che tu stasera non mi molli un solo istante, ok baby?"
"Hai letto i miei pensieri, tesoro", mentre pensa che uno così scemo ancora non l’aveva incontrato. O forse sì, a pensarci bene. Tutti dannatamente uguali, in fondo.
"Che ne dici se andassimo a conoscerci meglio da qualche altra parte? Magari a casa mia.."
"Idea geniale, tesoro"
Scese lentamente dallo sgabello del bancone lasciando sollevare ancora un po’ la gonna. Tutto-muscoli deglutì a fatica, con il sorriso stampato in faccia e l’occhio porcino che non riusciva a staccarsi dalle sue cosce. Anzi no, a volte le abbandonava, per sprofondare nella piega dei seni. Se potesse si sfregherebbe le mani, certo non si aspettava una serata così.

E in effetti la piega che prese la serata non se la sarebbe mai immaginata.

Salirono da lui mentre le sue mani non riuscivano più praticamente a stare ferme. Le labbra a cercare quelle di lei. Jessica rideva e provocava ma al momento opportuno si allontanava aumentando l’eccitazione di tutto-muscoli. Ad un certo punto lei armeggiò con la borsetta, lui le fu sopra.
Fu l’ultima cosa che fece.
Con stupore avvertì fuoriuscire da lui un liquido denso e caldo. Chissà se ebbe il tempo di capire che era il suo sangue che abbandonava correndo la sua gola e tutto il suo corpo. In fondo non dimentichiamoci che era tutto-muscoli, nessuno gli aveva mai chiesto di pensare. Con un ultimo gorgoglìo cadde in terra.

Jessica lo guardò un momento, poi andò in bagno e si lavò. Si tolse i vestiti, le scarpe e la lunga parrucca bionda ed infilò tutto in un sacchetto, lo avrebbe bruciato una volta fuori di lì. Si struccò accuratamente.
Poi prese dalla borsa il suo vestito.
Nell’infilare la tonaca provò un senso di pace e sorrise, questa volta sul serio.
Si chiuse la porta alle spalle dopo aver cancellato ogni impronta.
Mentre scendeva le scale mormorò:
"Dio è misericordioso. Lui saprà comprendermi."

STORIA PRESA DA "LA TELA NERA".

LINK: http://www.latelanera.com/neropremio/neropremio264.htm